Dulcamara è ricerca. Sogno. Incubo. Dimora del possibile.

Dulcamara è nudità. Disincanto. Lentezza. Domanda.

La risposta - se c'è - è molteplice, sospesa.

La risposta è un offerta di "forse", preziosi ma fragili, ospitali ma mai rassicuranti, "forse", come bocche spalancate sull'abisso della contemporaneità, sull'abisso di anime contemporanee, di corpi contemporanei, di vite contemporanee sempre più spesso slegate dal tutto e legate al silenzio di sterminate prigioni esistenziali.

Un abisso che non divide, circonda e si fa terra dove scavare, cercare, perdere e talvolta trovare.

 

Nato sotto la guida spirituale e artistica di Valentina Cidda Maldesi, Dulcamara più che una compagnia teatrale può definirsi un gruppo di lavoro di giovani artisti, minatori in miniere di gesti e parole dove l'impossibile sconfina nel probabile e il probabile tende al possibile.   

 

Un nucleo compatto di persone, intimamente unito dalla medesima inclinazione verso un gusto contemporaneo minimalista e una filosofia esistenzialista che si fa ponte tra il nichilismo e la speranza più pura.

 

Ci lega la passione per il rischio, per l'esplorazione del presente in tutta la sua spietata realtà, per le modificazioni radicali dei linguaggi e dei modi di percezione e comunicazione.

Dulcamara tenta umilmente di essere un modo di dire, rappresentare, disegnare in scena il suo accordo eloquente tra sostanza ed estetica.

Dulcamara tenta di incarnare uno spazio di espressione sempre consapevole e attento a innumerevoli ambiti disciplinari, dalla filosofia alla biotecnologia, dalle scienze del linguaggio all'Arte Contemporanea ecc.., oltre che all'ascolto vigile di tutte quelle sollecitazione apportate al teatro dalle avanguardie degli ultimi decenni.

 

Si va alla ricerca di una radice comune, di una pochezza sepolta sotto l'abbondanza formale, di una nudità immutata e immutabile dell'anima umana.

 

"Affinità elettive"

 

Le influenze sono innumerevoli, costanti, continuamente rinnovate da stimoli ulteriori e da rielaborazioni di ciò che già è stato assorbito. Più che di influenze, nell'arte, o di riferimenti teorici, amiamo parlare di affinità elettive, grazie alle quali e insieme alle quali, con devozione, umiltà e consapevolezza, si cresce o si cerca di crescere.

Letteratura, poesia, musica, filosofia, antropologia, storia, l'arte e la musica fiamminga,

i quadri di Rembrant, l'arte contemporanea, l'arte concettuale, la fotografia, Ingmar Bergman, Il manifesto Dogma e i suoi derivati, il cinema e il pensiero di Tarkovsky, il cinema italiano degli anni d'oro, M. Antonioni, F. Fellini, P.P.Pasolini, V. De Sica, F. Rosi, il cinema indipendente americano, il cinema coreano, il cinema e ancora F.Nietzsche, O. Wilde, F. Pessoa, J. P. Sartre, A. Camus, A. Artaud, S. Beckett, Dostoevskij, Thomas Bernhard, W. Gombrowicz, M. Kundera, Bohumil Hrabal, Jung, la filosofia Zen, Lao Tse, la danza Butoh, Grotowski, Lo spazio vuoto e gli insegnamenti di Peter Brook, La canoa di carta di Eugenio Barba, tutte le sollecitazione apportate al teatro dalle avanguardie degli ultimi decenni, gli spettacoli della Societas Raffaello Sanzio, i versi di Mariangela Gualtieri, la musica,i telegiornali di ieri e di oggi, le riviste di costume, l'osservazione del mondo, costante, severa, spietata, i piccoli e immensi frammenti di vita vissuta: un unico cuore pulsante al fondo della coscienza - e tutto quanto sopra ricordato, non è che una minima parte dei suoi battiti - un grande cuore pulsante che, come il tronco degli alberi, cresce dilatandosi, di volta in volta, di un giro.

 

 

 

Direzione artistica - Valentina Cidda

Musicista, cantante, attrice e regista.

Nata a Roma il 13-01-1978.

 

Fin da molto piccola segue suo padre, Mario Maldesi, nel suo lavoro (Maestro indiscusso della post-sincronizzazione e del doppiaggio cinematografico, teorico e rivoluzionario della parola nel cinema durante il neorealismo, braccio destro dei più grandi registi Italiani e stranieri; www.mariomaldesi.it) che le consente di vivere in strettissimo contatto con il mondo del teatro e del cinema. Comincia presto a recitare, tanto sui palcoscenici quanto in sala di doppiaggio prendendo prestando la sua voce fin da bambina in numerosi film.

Coltiva col tempo un interesse e un attenzione estrema verso la struttura portante delle opere che incontra, lo scheletro della scrittura. Scrive e riceve numerosissimi premi e riconoscimenti durante gli anni.

Comincia quindi a lavorare come dialoghista e adattatrice cinematografica mettendo la sua firma sotto le versioni italiane di film quali: "L'estate di Kikugiro" di Takeshi Kitano, "Una storia vera" di David Linch, "La tigre e il dragone" di Ang Lee, "Regole d'onore" e "The Hunted", di Wiliam Friedkin etc... Offre inoltre una collaborazione intensa a Riccardo Aragno, storico dialogista di Kubrick, per "Eyes wide shut", l'ultimo film terminato dopo la morte del regista.

 

Gli anni in cui si occupa di far parlare il cinema in Italiano sono fondamentali per tutta una serie di riflessioni legate allo studio del linguaggio, delle sue potenzialità, all'esplorazione del personaggio e delle connessioni mentali culturali e biologiche che il linguaggio plasma e condiziona, con particolare attenzione alle differenze culturali e strutturali tra oriente e occidente.

 

Studia pianoforte e composizione in conservatorio fino all'ottavo anno. Si distacca poi dall'ambiente classico attratta sempre più da ambiti di sperimentazione e ricerca e la musica diventa a quel punto componente importante del proprio lavoro teatrale. Continua a dedicarsi al teatro come attrice, alla scrittura teatrale e soprattutto alla regia. Prende parte (come regista, come attrice o come musicista) alla realizzazione di svariati spettacoli ed eventi sul territorio nazionale. Riceve l'incarico di ideatrice e curatrice di eventi teatrali e culturali per diversi Comuni, Istituzioni e Accademie in svariate occasioni.

 

Nel 2003 è rifondatrice e direttrice artistica dell'International Festival of Performing Arts "Arezzo Festival".

 

Fonda nel 2003 l'ass. Teatrale "Il Guazzabuglio" con la quale porta avanti numerose produzioni e esperienze anche nell'ambito del Teatro di Strada e di un Teatro Ragazzi onirico e filosofico.  ( www.ilguazzabuglio.it )

 

Laureata in Antropologia Culturale 110 e lode con una tesi dal titolo "Le Lacrime degli Eroi" e in Filosofia della Comunicazione poi, 110 e lode, con una tesi dal titolo: "Ai margini dell'evoluzione: spunti riflessivi sul corpo tra biologia e tecnologia".

 

Nel 2005 istituisce il gruppo di ricerca e produzione teatrale Dulcamarateatro

Progetto nutrito dall' inclinazione verso un gusto contemporaneo minimalista e una filosofia esistenzialista che si fa ponte tra il nichilismo e l'estrema speranza  nel tentativo di incarnare uno spazio di espressione sempre consapevole e attento a innumerevoli ambiti disciplinari, dalla filosofia alla biotecnologia, dalle scienze del linguaggio all'Arte Contemporanea ecc..,oltre che all'ascolto vigile di tutte quelle sollecitazione apportate al teatro dalle avanguardie degli ultimi decenni.

Tutta la ricerca di Valentina Cidda è volta verso una radice comune, una pochezza sepolta sotto l'abbondanza formale, una nudità immutata e immutabile dell'anima umana.

 

Dulcamarateatro è presente in vari festival e teatri dal 2006 con performance, istallazioni, video e spettacoli. Nell'estate del 2007 Valentina Cidda è responsabile della rassegna di Teatro Off "I Giardini Segreti" all'interno del festival internazionale Mercantia a Certaldo dove debutta con tre performance e due istallazioni che segnano un momento importante per la definizione sempre più chiara e precisa dell' identità estetica e filosofica della compagnia.

 

Nel 2006 inaugura il Centro Il Garage - di cui assume la direzione artistica - centro di studio e ricerca cinematografica, teatrale e musicale che ospita annualmente workshop di artisti di fama internazionale oltre a performance, cineforum e concerti. Tutte le proposte del Centro Il Garage ruotano intorno a realtà più o meno fuori dal "sistema", realtà alternative, musica indie, sperimentazione ecc.

 

Ancora nel 2006 aderisce alla fondazione della band indie-pop Kiddycar. (1° disco: Seahorse Recordings/Goodfellas - Italia " Xtal Records / Tokyo " Phenix Records / 2° disco: Svizzera / Rai trade / Italia " Rough Trade - Germania / Benelux Un vinile in edizione limitata How this world resounds Fridge Records/Goodfellas, realizzato insieme a l'artista austriaco Christian Rainer, stretto collaboratore in svariate occasioni, - autore tra l'altro della colonna sonora del film "Miele", esordio alla regia di Valeria Golino).

Stimata e apprezzata da pubblico e critica nel panorama indipendente Italiano, oltre ad aver presenziato con i propri spettacoli live in rappresentanza dell'Italia in numerose situazioni all'estero, tra cui l'Istituto di Cultura Italiana di Bucarest.

Valentina Cidda è di fatto la "voce" della band.

( www.myspace.com/kiddycar  - www.kiddycar.it )

 

 

Nel 2008 diventa conduttrice radiofonica di Radio Rai. Conduce per un anno il buongiorno di Radio 1, La Trasmissione "Music Club", Un viaggio nella storia della musica e nelle contaminazioni tra la musica e la società, la musica e la storia, la musica e il costume, sempre su Radio 1.

A settembre del 2009 passa a Radio 2 dove è autrice e conduttrice della trasmissione "Effetto Notte", programma dedicato al cinema e alla musica, in onda dal lunedì al venerdì da mezzanotte alle due.

 

Nel 2010  è tornata al cinema per una doppia nuova via, quella di attrice e autrice di colonne sonore insieme. Interpreta infatti il ruolo di Maria, madre della giovane protagonista Gessica nel corto in 3D "Victims" di Anne Riitta Ciccone, la prima regista italiana che si è lanciata nel 3D.

 

Nel 2013 fonda CENTRO STUDI DI ARTI INTEGRATE. www.artintegrate.it, Centro formativo sull'arte scenica, attraverso workshop intensivi e laboratori permamenti che abbraccia varie città italiane. Nato all'interno dell'Accademia di Naturopatia ANEA di Prato

Sono stati presenti, durante il primo anno del CSAI, con il loro lavoro e la loro straordinaria energia: Danio Manfredini, Raffaella Giordano, Giorgio Rossi, Sayoko Onishi, Elisa Barucchieri, Alessandro Fabrizi, Huria Schulte.

Valentina Cidda porta avanti negli anni una propria ricerca personale sul lavoro dell'attore e quindi su se stessa definendo un metodo teorico e pratico che definisce "La meccanica delle emozioni": una ricerca propria sull'esplorazione del nostro corpo-mente, sulla connessione diretta e l'interazione immediata di reazioni emotive e reazioni fisiche, di corpo emotivo e corpo fisico, spirito e materia, pensiero e sangue. Complici gli studi intensi nell'ambito della Filosofia della Mente e della Gnoseologia.

Un percorso che spazia dalla filosofia occidentale allo zen, dalle discipline orientali alla gnoseologia, dalla musica alla storia dell'arte con una sola direzione costante: una sempre più ricca e solida consapevolezza in relazione al proprio "sé" e al suo rapporto con l'altro, intendendo per alterità qualsiasi dato d'esistenza esterna a noi da cui riceviamo i quotidiani stimoli che danno fondamento all'esistenza.

  

Per come la vedo io non c'è che un sospiro e un grido per ogni cosa da dire...
Le cose da dire sono fragili, fragili quanto la vita, non si può che dirle e tacerle contemporaneamente, quasi potessero infrangersi nel chiasso del mondo sotto i suoi tamburi di guerra eppure questo sussurro sospeso tra l'urlo e il silenzio le rende potenti oltre misura,

offre loro tutto lo spazio per bruciare.
Non resta che stare il più vicino possibile all'essenziale, allenarsi per questo ogni giorno con costante durissima dolcezza stare vicino a questa cosa evidente mai detta per se stessa: la solitudine di ogni esistenza, l'effimero di ogni bellezza.

 

Valentina Cidda

 

 

Dulcamara