Nati (2014)

Ideazione e regia: Valentina Cidda

Testi: Valentina Cidda, Giovanna Strivieri

Voci: Valentina Cidda con Caterina Cidda,

         Emanuela Filippelli, Marco Perfetto, Mirco Sassoli, Cecilia Ventriglia

 

Con: Valeria Bassi, Caterina Cidda, Emanuela Filippelli,

         Mirco Sassoli, Cecilia Ventriglia,

e con SAYOKO ONISHI

 

Costumi: Ayumi Makita

Luci: Giovanni Monzitta

Musiche: Einstürzende Neubauten, Max Richter, Demdike Stare,

                Bloody Beetroots, Stefano Santoni

 

Produzione: Dulcamarateatro

Con il sostegno di : Comune di Lucignano (Ar)

 

 

A narrare il mutare delle forme in corpi nuovi

mi spinge l'estro. O dei, se vostre sono queste metamorfosi,

ispirate il mio disegno, così che il canto dalle origini

del mondo si snodi ininterrotto sino ai miei giorni.

OVIDIO - Metamorfosi

 

Un viaggio da una fine a un inizio... da un inizio a una fine, laddove inizio e fine non sono altro che la meta bianca e la metà nera di una stessa luna imponente.

La fine è una fine del mondo.

Apocalisse simbolica avvenuta non importa quando e non importa dove, alla quale sopravvivono cinque creature di umanità distinte, avvolte da involucri neri come da uteri oscuri, nuovi ventri pulsanti per embrioni ignari e dimentichi di tutto, o quasi...

L'inizio è inizio del loro cammino, dalle tenebre all'esistenza, dall'esistenza alla vita, dalla vita alla coscienza, dalle parti al Tutto. Con la fluidità onirica di un sogno lucido i cinque personaggi in scena attraversano cinque tappe fondanti, cinque quadri vivi che li conducono dalle tenebre all'aurora di una presenza autentica, viva e pulsante; dal vuoto alla pienezza di un tutto - groviglio di possibilità infinite - dispiegato davanti ai loro occhi che si spalancano commossi solo alla fine del viaggio.

Durante il loro travagliato cammino, i cinque personaggi si muovono attraverso cinque fasi, cinque quadri in cui l'azione scenica è guidata, nella sua fluidità onirica, da una presenza misteriosa, (Sayoko Onishi) una sorta di Coscienza Cosmica che muove i fili umani con amorevole potenza, con fermezza e pazienza. Uno spirito dai grandi occhi spalancati laddove gli occhi umani restano ancora ermeticamente sigillati.

Tale spirito universale segna di volta in volta il passaggio delle coscienze attraverso i vari quadri: dal primo quadro (Il travaglio) al secondo ( Il Bisogno), e così via, dal terzo (L'Istinto) al quarto, (La Memoria) fino alla quinta e ultima tappa del viaggio (Il risveglio/La Nascita) che in realtà, non sarà altro che la prima di un nuovo lungo viaggio da compiere ad occhi aperti, dispiegando le vele della coscienza finalmente tese, nella commozione di esserci, di essere identità conquistate e consapevoli, sofferte e disarmate dinanzi a se stesse.

Al termine dello spettacolo, le cinque identità umane, sono pronte ad un ignoto in attesa, che resta sospeso agli occhi del pubblico; ciò che sarà da li in poi, al calare del buio finale, è tutto da intuire e immaginare, tutto da "sentire", nel suo straordinario, sacro potenziale di farsi "nuovo tempo reale".

Un racconto che è racconto dei "nati", di coloro che hanno compiuto, in un atto irrevocabile, la consapevole e durissima scelta di "nascere", nella coscienza pura, nel cuore, nell'anima, con le radici in terra come in cielo.

 

 

 

Pianta Luci
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